Speaker 0
0:10 – 1:31
Oggi parliamo di data center, migrazione e cloud, un mondo che immaginiamo etereo e impalpabile rappresentato da una nuvola sopra le nostre teste in cui ballano byte e gigabyte, anzi ormai terabyte o forse petabyte, exabyte. Ecco non importa quanti siano tutti questi dati perché non ballano nelle nuvole ma passano per cavi, server, data center, un'infrastruttura fisica fondamentale per garantire la sicurezza, l'affidabilità e l'efficienza del servizio. Da qualche tempo è entrato in campo un ulteriore fattore: la prossimità. Le grandi aziende americane iniziano a localizzare I propri data center in Europa e a integrare la loro rete globale con centri regionali. Lo chiedono alcune aziende e pubbliche amministrazioni e ne beneficiano gli utenti accorciando le distanze fra noi e I custodi dei nostri dati. Di questo e molto altro discutiamo oggi con Martina Colasante, government Affairs and Public policy Manager di Google. Bentornati a Tecnopolicy e benvenuta a Martina Colasante. Grazie, grazie per l'invito. È un piacere essere qui. Grazie per essere con noi. Noi iniziamo sempre con una domanda che lasciamo al nostro ospite. Gli chiediamo di presentarsi, di raccontare il suo percorso professionale. Come è arrivato a fare quello che fa oggi? Ok.
Speaker 1
1:33 – 2:42
Io mi chiamo Martina Colasante e sono abruzzese di origine, però vivo a Roma ormai da 17 anni. Ho studiato qui alla LUISS Scienze Politiche e poi sono stata all'estero per un po' di tempo, ho studiato relazioni internazionali anzi teoria delle relazioni internazionali alla London School of economics. Ho viaggiato poi un pochino sono stata in India per 6 mesi e poi son tornata, ho fatto delle esperienze varie per arrivare a reti, società di relazioni istituzionali qui a Roma dove son rimasta per 7 anni. In reti ero anche consulente di Google ed è così che diciamo ho imparato un po' I temi che tratto adesso in Google. Sono in Google da 4 anni sono government Affairs and public policy manager e seguitemi del cloud, della cyber security, della sicurezza dei minori e della data governance È interessante, diciamo, un momento molto molto vivo per noi.
Speaker 0
2:43 – 3:55
Sono 4 temi diciamo caldissimi e oggi ci vogliamo concentrare in particolare su uno di questi temi che sono I data center e il cloud. Si parla molto di migrazione, di data center, di digitalizzazione dell'infrastruttura nazionale. Ci sono stati diciamo dei bandi, ci sono stati delle accelerazioni quest'anno ma che cosa vuol dire trasformare un paese attraverso il cloud attraverso I data center mettendo in connessione una serie di informazioni, di dati e di processi che finora erano, se non completamente analogici, sicuramente spesso confinati a dei cluster, a dei sistemi chiusi o comunque che parlavano male fra di loro e che non riuscivano a scambiare informazioni in maniera anche efficiente per le aziende, per I consumatori, per I cittadini. Quindi spiegaci un pochino questo fenomeno proprio dei data center, del cloud, come sta evolvendo e a che punto siamo. Sì,
Speaker 1
3:55 – 8:15
è un momento interessante per noi. Il tema della digitalizzazione del tessuto produttivo europeo e soprattutto dei servizi per I cittadini quindi della pubblica amministrazione è un tema caldo abbiamo visto tutti durante I giorni peggiori del covid l'importanza di avere dei servizi digitali per I cittadini accessibili anche da casa, ma anche l'opportunità di poter lavorare da casa, no? L'importanza degli strumenti di collaboration. E quindi, se vogliamo, la conseguenza anche positiva di un fenomeno così drammatico è stato l'accelerazione a livello europeo e anche a livello nazionale della spinta per la digitalizzazione del nostro footprint tecnologico. Questa cosa è stata ripresa anche dal PNRR italiano e dalla strategia cloud nazionale, dove c'è l'obiettivo di migrare il 75 por 100 dei servizi della pubblica amministrazione sul cloud. Ovviamente Google sostiene questo processo, anzi se vogliamo, questo nuovo paradigma. Non solo lo sostiene collaborando con I governi, quindi, come dire, dal punto di vista delle policy, delle collaborazioni, delle consulenze anche se vogliamo, dell'interlocuzione costante che noi abbiamo, ma lo sosteniamo anche dal punto di vista degli investimenti, nel senso che per noi è importante aumentare la nostra dimensione europea, quindi investire sui territori, investire con cavi sottomarini, quindi accrescendo rafforzando la nostra rete globale, ma soprattutto attraverso data center. Anche in Italia abbiamo recentemente annunciato anzi in realtà l'abbiamo annunciato qualche anno fa però abbiamo da poco aperto le nostre 2 region. Una region su Torino e una region su Milano quindi un insieme di data center che vogliono offrire ai nostri clienti che sono sia aziende sia settori organizzazioni del settore pubblico dei servizi sicuri, resilienti, come sono I servizi che normalmente vengono offerti sul cloud, vengono offerti diciamo attraverso il cloud ma diciamo anche più efficienti per le aziende, perché consentono una latenza minore, quindi una maggiore velocità e la possibilità per I nostri clienti di offrire ai loro clienti delle soluzioni tecnologiche migliori. Tra l'altro per quanto riguarda I nostri data center sul territorio italiano questi sono naturalmente collegati alla nostra rete globale quindi sono particolarmente sicuri. Che cosa significa? Significa che sono collegati ad una rete che è stata progettata e costruita da noi, sia dal punto di vista dell'hardware che dal punto di vista del software, noi diciamo dal chip al chiller, quindi in tutta la sua catena produttiva, e che è una rete che è utilizzata solo per offrire servizi, per fornire servizi Google, quindi evitando che vi siano dei servizi superflui che possono portare delle vulnerabilità non necessarie. Quindi ecco per noi è anche un modo per segnalare il desiderio da parte di Google di essere più europeo e più italiano. Tra l'altro la presenza sul territorio ci permette anche di offrire dei servizi come dire più sovrani nel senso che adesso I clienti italiani almeno per quanto riguarda I nostri servizi possono scegliere di localizzare I loro dati sul sul territorio italiano e poi ci permette di offrire tutta una serie di strumenti per dare ancora maggiore controllo rispetto ai loro dati, a dove si trovano I loro dati nel caso specifico della localizzazione, ma anche sul tema delle encription. È possibile per esempio mantenere la chiave di enryption fuori dal cloud, fuori dal cloud di Google, magari direttamente presso il cliente oppure presso un partner fidato, magari un partner fidato europeo o addirittura italiano. Un'altra opzione possibile grazie ai data center sul territorio nazionale è quella del cloud disconnesso, quindi un cloud che funziona con strumenti e servizi Google, ma che è disconnesso alla rete Google e che quindi garantisce tutta una serie di possibili esigenze di sovranità che alcuni dei nostri clienti possono avere. Clienti che trattano dati particolarmente critici o strategici, I governi oppure clienti dei mercati fortemente regolati.
Speaker 0
8:15 – 9:27
Ecco quindi una serie anche di novità in termini proprio tecnologici, ma in termini di concezione di come questi dati vengono trattati. Perché l'evoluzione è continua in questo settore e quindi aprire dei data center in un paese poi apre tutta una serie di nuove possibilità di gestione dei dati per I clienti, per le aziende e quindi anche voi offrite dei servizi diversi in funzione a chi avete davanti, ci sono dei soggetti che hanno più interesse ad avere un controllo maggiore, altri che invece sono più sereni nel lasciare che I propri dati facciano percorsi diversi diciamo. E quindi però qual è allora un modello? Una volta che uno creato questa infrastruttura e quindi c'è un'infrastruttura proprietaria di Google che permetterebbe appunto a ciascuno di mettere I propri dati su quei server e e fare in modo che girino solo sui server di Google. Però non c'è solo questa opzione, cioè voi avete anche un modello più aperto, un modello ibrido, un modello che sia in grado di parlare con gli altri operatori e con gli altri provider? Esattamente.
Speaker 1
9:29 – 14:23
Noi crediamo in un modello aperto, interoperabile, basato sull'open source. Questo perché, come dicevi giustamente, abbiamo clienti molto diversi, con esigenze diverse chiaramente dalle piccole e medie imprese ai campioni nazionali alle piccole PA ai ai governi ed è naturale ovviamente che soggetti così diversi, organizzazioni così diverse abbiano esigenze diverse. Di solito quando si parla di cloud, dei vantaggi, dei benefici del cloud, della scalabilità, l'economicità, sembra quasi che si parli di un modello o tutto o niente, no? Quindi o si resta on-premise o si passa al cloud. In realtà noi non crediamo che sia così, abbiamo osservato, dialogando con I nostri clienti, che non funziona così. Spesso la migrazione al cloud è un processo diciamo che si esaurisce in anni e talvolta è anche un processo che riguarda soltanto alcuni workloads. Ci sono alcune organizzazioni, soprattutto nei mercati fortemente regolati, che probabilmente alcuni dati non li passeranno mai al cloud o comunque questa cosa non avverrà nel breve periodo. Va bene, ciascuno le proprie esigenze e queste esigenze possono essere soddisfatte attraverso un modello aperto basato sul multicloud oppure sul cloud ibrido. Affinché questa cosa funzioni, però, è necessario, anzi l'unico modo affinché questa cosa funzioni è che vi sia l'utilizzo di strumenti e di servizi open source o comunque che utilizzano degli standard aperti. Questa è stata da sempre la nostra filosofia. Tra l'altro l'open source secondo noi è l'unica soluzione al problema della cosiddetta asser vivability, quindi alcuni clienti ci riportano il timore che ad un certo punto non possano più utilizzare I nostri servizi per ragioni di, non lo so, compliance, policy, mutazioni dello scenario geopolitico. Quindi se a un certo punto Google dovesse spegnere I propri servizi sarebbero in difficoltà. Invece, utilizzando uno standard open source, è possibile semplicemente spostare I propri workloads, I propri servizi dal cloud di Google a qualsiasi altro cloud. Cubernetes è un nostro prodotto, un prodotto che è stato sviluppato da noi, adesso è lo standard dell'industria per la migrazione e l'interoperabilità open source nel cloud quindi abbiamo anche diciamo una certa esperienza nella produzione di nella realizzazione, nel design di strumenti per l'open source. Il nostro chief economys Alvarian tra l'altro ci tiene a ribadire il fatto che l'open source non è soltanto utile per l'industria, quindi non è soltanto uno strumento utile a soddisfare delle esigenze tecnologiche dei nostri clienti o a far funzionare bene il cloud in un modello ibrido o cloud. È anche proprio un beneficio per la società perché ovviamente consente anche lo sviluppo di nuove tecnologie a partire da tecnologie esistenti e in generale più conveniente perché un cliente può decidere di passare dal cloud pubblico al cloud privato senza troppa difficoltà. Parlando di modelli però o comunque della nostra concezione di cloud è importante vorrei anche soffermarmi sul tema della sostenibilità. È sotto gli occhi di tutti l'importanza di ridurre il consumo energetico e di adottare degli stili di vita più più sostenibili e dei modelli di consumo di consumo più sostenibili. Noi dal 2007 siamo carbon neutral possiamo dire di essere il cloud più verde dell'industria. E compensiamo il 100 per 100 dell'energia che utilizziamo attraverso l'acquisto di energia rinnovabile e questo ci rende o il più grande o tra I più grandi acquirenti di energia verde. Da poco abbiamo annunciato l'impegno molto ambizioso di utilizzare ventiquattr'ore su 24, 7 giorni su 7 soltanto energia verde. È un impegno che contiamo di raggiungere entro il il 2030. Un'altra cosa interessante è che ovviamente la tecnologia ci viene incontro. Quindi abbiamo degli strumenti basati sul machine learning che ci permettono di ottimizzare I nostri data center. I nostri data center consumano, diciamo sono il il 100 per 100 più efficienti di data center sul mercato e la loro efficienza cresce in modo esponenziale. Questo anche grazie al fatto che possiamo utilizzare la nostra tecnologia per ottimizzare il raffreddamento. E questo strumento per l'ottimizzazione del raffreddamento è a disposizione, è anche questo un servizio open source che tutti I nostri clienti competitor, tutte le organizzazioni sul mercato che avessero bisogno di uno strumento del genere possono utilizzare
Speaker 0
14:24 – 16:26
liberamente. Tu hai toccato un punto che ho vissuto in prima persona, nel senso che chiunque abbia lavorato con la tecnologia negli ultimi trent'anni è passato dal floppy disk come supporto di memoria, al cd-ROM, al dvd-ROM, alle pennette flash drive di sempre maggiore dimensione, ma fondamentalmente se uno dice Ma dove sono le mie foto di 20 anni fa? Sono su qualche dvd che oggi non saprei neanche come leggere perché le mie macchine non hanno più il lettore dvd o su una pennetta che è finita in un cassetto, si è corrotta, valla a ritrovare, non lo so, non la legge il mio nuovo computer perché è stata formattata in un certo modo e quel modo di formattazione non è formattata in un certo modo e quel modo di formattazione non è compatibile. Cioè ci sono delle cioè la tecnologia degli ultimi trent'anni paradossalmente nell'uscita dall'analogico e nel passaggio dal digitale non creato uno standard che sia in grado di evolvere insieme alla tecnologia. Quindi secondo me questo è un elemento importante, è un elemento da tenere a mente per tutti quelli che si trovano a fare questa migrazione perché il rischio poi di non avere accesso ai propri dati che siano personali, che siano aziendali, che siano di altro tipo è un rischio continuo, ci sono state delle piattaforme, c'erano degli amici che avevano messo il loro archivio su Mega che era la piattaforma che era stata creata da Kim punto com, pazzoide che poi è stato arrestato e quando è stato arrestato e gli hanno chiuso la piattaforma che era usata per distribuire contenuti in maniera illegale, anche, ma era anche una piattaforma di archiviazione, hanno chiuso tutto e hanno perso tutto. Cioè chi aveva le cose su quello storage l' perso. Quindi insomma è un argomento poco pensato, te ne accorgi solo quando
Speaker 1
16:27 – 16:41
perdi tutto fondamentalmente non prima. Però diciamo che è poco pensato magari da noi utenti, quello che ci penso. È uno degli elementi fondanti della strategia Cloud Italia per esempio.
Speaker 0
16:41 – 17:22
Ecco parliamo di Italia, parliamo dei data center che avete aperto. Tu hai accennato prima a questa novità: che impatto hanno a livello di occupazione, a livello di valore aggiunto, qual è l'impatto oggi di un investimento del genere nel nostro paese? Perché comunque è un argomento molto interessante anche per invogliare le istituzioni o comunque le aziende a capire che c'è un valore aggiunto, c'è un mercato, ci sono delle professionalità e insomma, come si può quantificare questo
Speaker 1
17:23 – 18:38
investimento? Allora noi abbiamo annunciato un investimento da 900000000 di dollari nel 2019, che poi si è concretizzato nella realizzazione di 2 region quindi I data center di Milano e Torino include però questo investimento anche iniziative per la digitalizzazione del tessuto produttivo nazionale non soltanto delle delle 2 region supporto alle piccole e medie imprese per la digitalizzazione o l'acquisizione di competenze digitali. Questa è una parte dell'investimento. Poi c'è tutto l'indotto. Ovviamente, come dicevo, è un investimento sul territorio ed è il desiderio di Google di poter fare qualcosa per l'Italia di collaborare con il governo italiano, con le piccole e medie imprese che utilizzano I nostri servizi ma anche con I grandi campioni nazionali. Non a caso uno dei data center anzi non uno dei data center una delle region che include più data center si trova a Torino perché è una collaborazione, è il frutto di un accordo di business con Banca Intesa, che è un nostro grande cliente che espresso il desiderio di avere accanto una vicinanza geografica molto prossima una region di Google. Ecco, quindi insomma
Speaker 0
18:40 – 19:15
c'è un inserimento nel tessuto che non è solo appunto di geolocalizzazione, ma è un rapporto con le aziende, un rapporto con le istituzioni, che comunque è una cosa che non era scontata 10 anni fa, cioè stanno cambiando anche gli approcci delle Big Tech americane nei confronti dell'Europa, nei confronti appunto di una presenza sempre maggiore e sempre più legata anche al territorio e c'è un cambio proprio di paradigma, insomma, che si nota effettivamente.
Speaker 1
19:16 – 20:13
E poi c'è un impegno forte direi da parte nostra nel supportare la creazione di competenze. Ovviamente un processo accelerato di digitalizzazione richiede expertise, richiede skills nelle organizzazioni nel caso specifico che decidono di passare al cloud, ma non soltanto per quanto riguarda la migrazione, ma anche per l'utilizzo dei nostri servizi più innovativi, parlo del machine learning, dell'intelligenza l'utilizzo dei nostri servizi più innovativi, parlo del machine learning, dell'intelligenza artificiale. Tant'è che proprio insieme a Banca Intesa e a Tim Noubble, che sono I nostri partner in questo investimento, abbiamo realizzato un'iniziativa che si chiama opening Future, che è basata a Torino e che diciamo contribuisce attraverso iniziative fondamentalmente di formazione a portare expertise a tutto il tessuto produttivo locale del Piemonte in ambito tecnologico e c'è anche un centro d'eccellenza proprio su tecnologie legate all'intelligenza artificiale. L'ultima
Speaker 0
20:14 – 20:29
domanda, l'ultima domanda che facciamo ai nostri ospiti chiediamo loro di raccontarci, consigliarci un autore, un libro, una testata, un tweet, un profilo Twitter.
Speaker 1
20:30 – 21:55
Chi ci consigli? Allora, non credo che questa è la risposta che vi sareste aspettati da Google però vi consiglio un fumetto di un autore, uno sceneggiatore molto famoso che si chiama Brian Voan, è uno degli sceneggiatori di Lost, però è anche un fumettista. Nel 2015 avviato questa collana che poi si è concretizzata in un volume unico nel 2017 di cui sono grande fan, che si chiama Private Eye. Racconta uno scenario distopico, in cui però l'esplosione nucleare, ecco, l'evento che creato lo scenario distopico è la caduta del cloud. Quindi, ad un certo punto, è caduto il cloud e ci troviamo in un mondo senza internet in cui vi è un'epidemia di dati personali. Chi raccoglie I dati, chi detiene tutti questi dati personali ovvero I giornalisti e chi il controllo della forza per gestire la propria privacy il controllo della privacy quello che noi facciamo no con account Google nel nostro caso ma con altri strumenti di controllo privacy in realtà avviene attraverso costumi, maschere, camuffamenti vari che avvengono nella vita reale e invece gli investigatori privati sono I paparazzi. È un thriller, è un noir più che un thriller, che sovverte tutta una serie di paradigmi. È molto divertente e curioso.
Speaker 0
21:56 – 22:22
Fantastico, tra l'altro è una distopia in cui I giornalisti sono al potere e la sottoscrivo, fantastico. Beh allora ringraziamo Martina Cola Santa per essere stata con noi e vi diamo appuntamento ai prossimi incontri di Tecnopolicy. Questo episodio è stato scritto da me ed Eleonora Russo, registrato negli studi Zuan a Roma e prodotto da Business Plus.