Speaker 0
0:05 – 1:03
I podcast della Fondazione per l'Innovazione urbana riflessioni in parole sulle città che cambiano Appunti per una nuova partecipazione: attivismo, pratiche di prossimità e partecipazione democratica a confronto con le sfide urbane e globali. Come si può rendere l'attivismo una pratica veramente partecipativa? Come avvicinare la politica ai cittadini e alle cittadine? L'ospite di oggi è Eric Barsena, tra I fondatori e militanti di Barcelona&Comù. Nel delineare I principi di Barcelona&Comù sostenete che volete riformare completamente I meccanismi della partecipazione dei cittadini. Quali sono secondo lei gli elementi che rendono il vostro movimento un esempio in quanto a inclusività e a partecipazione?
Speaker 1
1:04 – 2:42
Uno degli obiettivi principali è stato partecipare chi di solito non lo accettava. E questo vuol dire andare a cercare le persone. Quelle persone che non sono accessibili o che non sono disposte a partecipare dall'inizio beh quindi ci sono tante tecniche per cercare per provare AAA trovare queste persone che si fa mhmm in piazza si fa battendo porte si fa nei cortili delle case in strada. L'altra è una volta fai partecipare la le persone essere sicuro che togli tutte quelle bardini strutturali alle partecipazioni sia metodologica sia perché riproducono la che in questa partecipazione sia per la questione di genere sia per la questione di classe sia per la questione culturale sia per la questione di tempo ci tante barriere che di solito sono così internalizzate nelle nostre pratiche che dobbiamo e ripeterci coscientemente di non fare, di non riprodurre queste diseguaglianze e anzi attivamente di trovare questi meccanismi per mh superarli perché come dicevo il maggiore pericolo quando facciamo una partecipazione e cerchiamo persone che vogliamo che partecipano per riprodurre la diseguaglianza esistente e quindi devi incentivare la sua la sua partecipazione perché vedono che la che si riproduce quello che già gli fatto non partecipare in politica
Speaker 0
2:43 – 2:51
prima. Cosa vuol dire fare politica da vicino? Come disintermediare la in modo da renderla co-responsabile e co-decisionale?
Speaker 1
2:52 – 4:35
Che come si fa per disintermediare la politica soprattutto percorre e sponsorizzare commentare la co-decisione prima cercare che una partecipazione in tutto e in tutto il processo decisionale dall'inizio, dall'istante delle oggi degli obiettivi fino al processo della decisione finale e anzi di riconoscimento anche vedi questa partecipazione del prodotto e questo vuol dire condividere difficoltà vuol dire condividere limiti le contraddizioni che ci saranno durante il processo descompletizzare e deschenninificare anche il linguaggio per poter prendere le decisioni politiche e non quelle più tecniche che sono I tecnici che devono assistere e non comandare e per luglio cosa importante è alla fine chi partecipa deve sentire che quello che fa è utile che un risultato che non è solo un processo per legittimare una decisione già presa ma soprattutto che quello che lui apporta o lei apporta permette un fa un prodotto un risultato diverso per esempio noi criminali partecipativi una volta che ci fa c'è partecipazione, potenziale, ma anche partecipazione digitale realizzazione la comunità che fa e incentiva la partita ma soprattutto anche un riconoscimento in quel risultato in quel lavoro in quel prodotto che esce del bilancio partecipativo il riconoscimento che quello è stato fatto per la partecipazione comunitaria.
Speaker 0
4:36 – 4:46
Quali sono le sfide di un processo così democratico e bottom up come Barcellona in comù? Come gestite I conflitti interni e come mantenete ingaggiati gli attivisti?
Speaker 1
4:48 – 6:58
Ovviamente in un processo democratico, Volto Marco Barcellona, che sta nelle ovviamente vi sono conflitti conflitti fra quello che che si così partecipa in piazza e quello che è la gestione di una situazione con I limiti e con delle regole che non sono le stesse di quelle comunitarie anche se vogliamo che si avvicina no? Quindi non dobbiamo avere paura alla tensione fra piazza e in seduzione anzi questa tensione può essere diventare molto virtuosa di solito si confronta con una scelta sostitutiva o 6 in piazza o 6 nelle istituzioni e a me questa questa prospettiva mi pare molto limitante perché infatti per per noi questa scelta è complementare che pensiona ma accelera I cambiamenti avere una parte in piazza, una parte in istituzione non solo fa molto più democratico e trasparente del processo decisionale ma anche quello che fa è che in chi sta nell'istituzione un un rapporto nel fare una rendicontazione molto più molto più stretta e anzi si alimenta molto in questa in questa tensione di un'ansia di accelerare I processi infatti io credo che il fatto che Marzano con musica e le istituzioni accelerato I cambiamenti della città e fra dopo questi 8 anni che saremo spero che ancora di più Barcellona non sarà la stessa proprio per quello perché il la la intensità, la capacità di immaginare e e di sovvertire alcune convenzioni da istituzione è altissima e anche credo si deve vedere anche in questa prospettiva diversa non come dicevo, contrapponendo una all'altra, ma giocando entrambe un buon gioco che fa bene alla città, ma fa bene anche al processo politico.
Speaker 0
6:59 – 7:02
Che strategie avete adottato per mantenere il più elevata possibile la partecipazione durante la pandemia? Ovviamente la pandemia,
Speaker 1
7:14 – 10:06
attuando sopra quell'elemento che era la nostra base di far politica che era la vicinanza alla prossimità e quindi la la pandemia ci ci mette di fronte alla sfida della prossimità anzi è la pandemia ci provoca una una paradosso che finita la prossimità e fa molto più necessaria che mai questa prossimità e questa sfida non una soluzione facile Porto via mettere tutte le risorse di immaginazione per dar risposta. Prima provare a mantenere, a virtualizzare le assemblee, I processi partecipativi sia con nuove kennyche o nuove nuove applicazioni informatiche che ci permettano fare questa partecipazione, anzi esplorare anche la la capacità di di di partecipare come dicevo da casa l'altra è provare a mantenere la prossimità anche se non possiamo essere potenzialmente vivicamente prossimi si mantenere questa prossimità sociale e questo vuol dire esplorare tutta la tecnica di telefonate con la nostra comunità fare piccoli incontri più rilassati come se fosse un caffè da casa no? Come se si trovassimo tra amici parlare non solo formalmente ma anche come farebbe nel bar dell'organizzazione o in uno spazio non in corridoio trovando e alla fine è sempre cercando come dicevo di mantenere questa prossimità affettiva emozionale con I nostri anche se non possiamo essere fisicamente vicini. Non non c'è una soluzione però per fortuna anche la tecnologia ci permesso risolve alcune cose che non riuscivamo fino adesso che era agitare la considerazione che quindi chi è da casa, chi non può essere potenzialmente per tanti motivi, spostarsi adesso lo può fare ma le regole sicuramente non sono uguali che non che non un incontro potenziale altre decisioni politiche democratiche partifazione si possono fare in estate anche se ripeto non possiamo mai perdere la la capacità di poterci parlare da vicino e risolvere le questioni emozionali che in questo momento sono molto più importanti per la politica di quanto forse c'era la prima
Speaker 0
10:07 – 10:14
e infine può raccontarci una buona pratica da consigliare e che ci faccia riflettere in questo momento storico così particolare?
Speaker 1
10:16 – 12:07
Un consiglio e una buona pratica, ce ne sono molte da applicare. Credo che in questo momento che siamo un po' isolati e che ci che ci che ma forse parliamo no? Di angoscia parliamo troppo bravi noi e non abbiamo questi posti di incontri casuali con quelli che non pensano uguali come noi. Per me dobbiamo fare molti uno sforzo grande per ascoltarci di più l'altro è dobbiamo forse parlare un po' di e limitare anche la nostra la nostra voglia no di comunicare attivamente di essere un po' più ascoltati per noi e per l'altra parlare più dei nostri delle nostre emozioni come dicevo prima la politica ogni volta sarà più emozionale e se no se noi non riusciamo ad aiutare risposta ad analizzare le emozioni e a far che queste emozioni siano si prostituizzino in un'azione politica collettiva, comunitaria e quindi in una speranza ci sarà la gestione della paura e la gestione della paura è anche il sentimento no? L'odio la sfiducia contro l'altro. Quindi dobbiamo dobbiamo poter fare che da questo bisogno ci sia ci sia questa sfida della prossimità ci si parliamo più di emozioni e anche come costruire comunitariamente cose belle perché anche c'è un'opportunità di fare uno spazio di spazi di quartieri e di strade più più amiche e più confortevoli per noi.
Speaker 0
12:14 – 12:49
Avete ascoltato I podcast della Fondazione per l'Innovazione urbana riflessioni in parole sulle città che cambiano Coordinamento Chiara Faini contenuti Marta Zaramella Flavia Tommasini produzione Silvia Santa Chiara e Luca Tarantini montaggio Flavia Tommasini Trovi I nostri podcast su WWW punto fondazioneinnovazioneurbana punto it Questo podcast è stato realizzato a giugno 2021